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Un itinerario turistico per Alberobello

05/06/2014 – 12:22:47 – Fonte: archeologo.over-blog.it

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Alberobello - Foto 1

Un itinerario breve ma intenso fra i trulli della Puglia.

Giungere ad Alberobello significa emozionarsi alla visione dei cosiddetti trulli, una specie di costruzione di tradizione preistorica costituita da un cilindro e da un cono di pietra.

Iniziamo la nostra visita da Largo Martellotta, un canale che attraversa i rioni più caratteristici del paese. Lo sguardo del turista sarà subito attratto dalle salite tipiche del Rione Monti. Volgendo per un attimo le spalle agli oltre mille coni dei monti risaliamo dalla scalinata del Palazzo Marchesale per giungere sul belvedere da cui è possibile ammirare nella sua interezza la bellezza del Rione Monti con su in cima la Chiesa di San Antonio da Padova. Dal Belvedere è opportuno dirigersi verso il Trullo Sovrano attraversando Piazza del Popolo, sede del Palazzo Municipale, e Corso Vittorio Emanuele. Il Trullo Sovrano è alle spalle della Basilica dei SS Medici, ed è l’unico trullo a due piani, alto circa 14 metri. È un sito riconosciuto anch’esso dall’UNESCO per la sua unicità; caratteristica è la scena delCalvario rappresentata sulla sua lunetta d’ingresso.

Visitato l’interno, arredato con oggetti, mobilio ed utensili d’epoca ottocentesca, conviene ritornare sui propri passi e dirigersi verso Casa D’Amore, così denominata poiché il suo proprietario fu un certo Francesco D’Amore) la prima costruzione in cui si è utilizzata la malta ad Alberobello. Il materiale per la costruzione è lo stesso dei trulli, ma diversi lo stile e la forma.

Si raggiunge poi davanti all’edificio che suole essere definito come “Palazzo Marchesale”, già menzionato prima. Esso rappresenta un unicum della storia urbana della città ed è ciò che rimane dell’antico impianto urbanistico di Alberobello, ai margini dei due quartieri principali del Rione Monti e del Rione Aia Piccola-Aia Grande.

Proseguiamo, ripercorrendo un tratto di P.zza del Popolo verso il Museo del Territorio. Imbocchiamo Via Verdi che ci porta nel Rione Aia Piccola, poi scendiamo per la Villa Comunale e per il Rione Monti costituito da sette salite intercomunicanti. Via Monte Nero e Via Pasubio rappresentano i luoghi che conservano comunque il maggior fascino. Alla sommità delle salite di queste vie vi è la Chiesa di Sant’Antonio che domina tutto il paesaggio fiabesco del Rione con i suoi trulli. Alcuni di essi recano alcuni simboli alchemici, probabilmente già ideati e realizzati dal fondatore di Alberobello Gian Girolamo Acquaviva d’Aragona, Conte di Conversano e signore di Nardò, vissuto nel XVII secolo.

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